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Riflessioni sulla stagione

Con la partita di ieri si e' chiusa un'altra stagione per il nostro Milan.
Un'altra grande partita dei nostri che hanno cosi' terminato il campionato rimanendo imbattuti dopo la sosta con un bilancio di 9 vittorie (tra cui Roma, Lazio e Juventus) e 3 pareggi (tra cui Napoli e Atalanta). Per risalire ad una serie migliore bisogna tornare al 2012/13 quando infilammo 9 vittorie e 5 pareggi tra la 19' e la 33' giornata. 41 punti nel  gironed ritorno non li facevamo dall'anno dell'ultimo scudetto. E per i più scettici occorre ricordare che la pausa COVID c'è stata per tutti.

Una stagione iniziata tra scetticismo ed entusiasmo per l'arrivo di Giampaolo che poteva essere un trionfo o una catastrofe.
Gli innesti di Theo Hernandez, Rebic, Bennacer, Krunic, Duarte, Leao sono andati a completare una squadra che l'anno prima ha sfiorato l'ingresso in Champions League per un solo punto.
Purtroppo, col senno di poi, si e' rivelata una catastrofe.

Dopo sette giornate, con tre vittorie e quattro sconfitte, ma soprattutto con una squadra che non ha digerito schemi e scelte cervellotiche di Giampaolo, decide per il cambio di guida tecnica. Arriva Pioli, che dopo difficolta' iniziali (e una batosta vergognosa a Bergamo per 5-0) riesce a riprendere in mano la squadra e, dopo la sosta forzata per il COVID-19, trovare il posto giusto a molti giocatori (sicuramente con l'aiuto della cessione di Suso) e a fare una preparazione atletica degna di questo nome.
Nel mercato invernale, c'e' stata la partenza eccellente di Suso verso Siviglia e l'arrivo poi risultato determinante di Ibrahimovic e Kjaer (oltre a Saelemaekers e Bagovic).

Un Milan dunque a due facce. Incredibilmente brutto, abulico e inconsistente nella prima parte della stagione, e poi spettacolare, divertente, imbattibile nella seconda.
A mio avviso un Milan che non e' ne il primo, ne' il secondo. Ma grazie a Pioli, al carisma e alla grinta di Ibrahimovic, e al ritrovato equilibrio in campo, si e' creata una base per l'anno prossimo.

Ci sara' da fare un mercato col bisturi, per rinforzare la squadra (come mister Pioli ha detto nel post-partita) e renderla piu' competitiva, puntando con decisione alla qualificazione CL.
Mi fido ciecamente di Maldini, Massara, Moncada e Almstadt e speriamo davvero che i ragazzi ci facciano divertire come nell'ultima parte di stagione...

Per concludere: un addio a Jack Bonaventura. 6 stagioni trascorse in un Milan il piu' delle volte mediocre. Faro di una squadra povera di talento e qualità'. Spesso hai tenuto in piedi la baracca da solo, e alla fine, con un Milan che deve crescere e' giusto separarsi.
Le immagini di te da solo sul campo, pensando a chissa' cosa. A questi 6 anni, ai compagni che lasci, a quello che sarebbe potuto essere ma non e' stato. Le tue lacrime, e la tua necessita' di passare qualche momento da solo sul prato di S. Siro, ci dicono che tu ci tenevi alla maglia, e tanto mi basta...
Buona fortuna Jack di cuori! 
E buona fortuna Milan, ripartiamo il prossimo mese con una nuova avventura.

SEMPRE FORZA MILAN!

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Commenti

  1. Giusta analisi Ivan, il nostro difetto da tifosi è che pensiamo sempre di tornare a fasti Belusconiani, cosa che è impossibile ed irripetibile. Per tornare ad essere competitivi, bada bene non vincenti ma competitivi, con le altre squadre serve unità d'intenti, d'idee e di coraggio nel perseverare nelle scelte fatte e non gettare tutto in mare alla prima tempesta. A tornare competitivi non ci vuole molto, però il mercato deve essere chirurgico ed assecondato da tutti, mister e dirigenti. Detto questo si ama il Milan a prescindere.

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